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10月25日 cOnvOcato il liceO JacOpO SannazarO tuttOEd ecco che finalmente aggiungo sul blog un intervento davvero sensato, un intervento pronto a rimanere nella storia (altro che le macchinette…). É ormai da settimane che se ne parla, ed è questa la causa dei gravi disordini che si verifcano ogni giorno nelle scuole d'Italia. Signore e signori oggi parleremo del… (rullo di tamburi)… CARTELLINO IDENTIFICATIVO. Ebbene sì, parleremo del Cartellino; lui: il mitico Cartellino; lui: che risolleverà le sorti della scuola italiana, lui: a cui non date mai tutti la dovuta importanza e il dovuto rispettto. Ora spiegherò brevemente cos'è il "CARTELLINO IDENTIFICATIVO" per chi non lo sapesse. Il Cartellino è appunto un cartellino (come quelli che si usano in ospedale) che serve ad identificare l'alunno. Il Cartellino è il mezzo tramite il quale tutti gli studenti del liceo Jacopo Sannazaro possono entrare a scuola e fare regolarmente lezione nalle loro aule, senza di esso non è possibile accederre alla struttura scolastica. Su questo vi sono riportati NOME, COGNOME, CLASSE, SEZIONE e REGGIMENTO dell'alunno. Inutile dire il successo che il Cartellino ha riscosso tra gli alunni, che sono a dir poco entusiasti ed euforici. Le 12 tavole del CARTELLINO IDENTIFICATIVO: Io sono il Cartellino, tuo Dio; [6] Non dimenticherai il Cartellino durante autogestioni, occupazioni e assemblee; [7] Non pronunzierai invano il nome del Cartellino, tuo Dio, perché il Cartellino non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano; [9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro e ogni tuo compito; [10] ma il settimo giorno è il sabato: tu non farai alcun lavoro che non sia farti i capelli, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo personale ATA, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te; Quindi, ragazzi, non vi fate impressionare dagli altri compagni: il Cartellino serve, il Cartellino ci aiuterà a costrire il nostro futuro, perchè, ragazzi, io ho paura di andare a vendere le percoche in mezzo alla strada a 30 anni, io voglio che mi si venga asicurata la mia cultura, e so che questo sarà possibile solo tramite il CATELLINO IDENTIFICATIVO. E inoltre volevo avvisare tutti coloro che tentano invano di entrare furtivamente nella scuola: NOI SIAMO PIÚ FORTI DI VOI, NOI ABBIAMO IL CARTELLINO; VOI IN CONFRONTO NOI NON SIETE NESSUNO, NOI ABBIAMO IL CARTELLINO! QUINDI PROVATE A FARE QUELLO CHE VOLETE MA NOI CI SAPPIAMO DIFENDERE, NON RIUSCIRETE A TENDERCI TRANELLI, NOI ABBIAMO IL CARTELLINO! PERSINO BIN LADEN AVEVA PENSATO DI FARE UNA CAPATINA AL SANNAZARO, MA OVVIAMENTE IL CARTELLINO HA AVUTO SU DI LIUI UN EFFETTO SIMILE A QUELLO CHE AVEVA NE "L'ESORCISTA" LA CROCE SULLA BAMBINA INDEMONIATA. NOI ABBIAMO L CARTELLINO!!!! ATTENZIONE 10月18日 Mentre la luna sognaEd è ancora notte; ed è ancora sola. La luna si culla tra una nuvola e una stella. Lei anche si culla tra un silenzio e un'amarezza. E mentre la notte balla, lei cammina in punta di piedi. E le stelle cadono, e lei pensa a un'altra notte… 10月14日 I 3 moskettieri e la makkinettaMartedì 14 ottbre 2008. Ore: 11.58, Napoli. Ci troviamo all'interno dell'edificio del liceo classico statale Jacopo Sannazaro, gli alunni della classe I E, sul finire dalle quarta ora, appena usciti dalla palestra in cortile, si accingono a raggiungere la propria classe. Ore 12:03. Gli alunni attendono impazienti la docente di storia dell'arte che tardava ad arrivare. Date le circostanze, tre alunne della suddetta classe, tali Colicchio Giordana, Nardini Alessandra e Smiraglia Francesca, ritengono lecito congedarsi dalla classe per un breve tempo. Durante questa breve pausa le tre fanciulline (nepìes pàides) si recano presso le macchinette (volgarmente dette) per acquistare risorse alimentari ad alto contenuto calorico e grassi idrogenati. Comincia così un battibbecco tra le tre per decidere cosa accaparrarsi, la scelta cade (quasi) immediatamente su "E4", ovvero una bottiglia di te alla pesca San Benedetto (gli autori scuseranno la pubblicità occulta, ma la mia professionalità m'impone di riportare una gran quantità di dettagli), andrebbe tutto regolarmente se non fosse per la bottiglietta stessa, la quale, cedendo, si mette in una posizione tale da bloccare lo sportellino dell'apparecchio. Il problema subentra quando Alessandra, Francesca e Giordana devono affrontare il problema con circa 7 ragazzi dietro di loro, affamati e pronti a tutto pur di mangiare (pronti a commettere persino atti di cannibalismo); ma le nostre eroine, audaci, coraggiose e sprezzanti del pericolo affrontano senza paura il nemico, che con fare minaccioso sbuffa e minaccia (scusate la tautologia) di tornare nelle proprie dimore con gli stessi soldi con cui era uscito. Ma le tre eroine, le nostre charlie's angel del XXI secolo si ingegnano per trovare una soluzione, ed ecco che dopo aver cercato in tutti i modi d muovere e spostare la macchina, Giordana dice "uagliù uagliù ho trovato!!! Mi è già successo, ho solo bisogno di un euro!!!" i volti degli altri ragazzi sono a momenti stupiti, a momenti sconvolti e a tratti quasi terrificati (dall'intelligenza straordinaria della loro compagna) "bisogna solo far cadere un'altra bottiglia nello stesso punto, così quella di sotto si sposta", dopo quelle parole si fa avanti un volontario che si offre di mettere in pratica quanto detto da Giordana, anche questo tentativo, xò non ha esiti positivi, così tutti sconfitti alle 12:18 le tre alunne fanno ritorno in classe. Ore 13:05, finisce l'ultima ora e gli alunni mogi e rattistati di aver già finito appassionanti lezioni, si recano ormai rassegnati verso le proprie abitazioni, tutti tranne le tre temerarie a cui si aggiungono questa volta anche Di Costanzo Irene, Di Fiore Marco e Romano Mattia che vogliono prima passare dalla macchinetta. Ed ecco che i sei dell'apocalisse (si lo so, erano tre, ma volevo dire "apocalisse") cercano in tutti i modi di aprire lo sportello della macchinetta, che nel contempo si era riempita ancora di più. I primi tentativi sono vani, e Irene, Marco e Mattia pensano più volte di abbandonare l'impresa, ma poi restano sotto l'insistenza e le incitazioni da parte delle altre ragazze (ad esemipio: "Marcoooooo e ch' spaccimm', grand e gross' nun si cazz 'e mover sta chiavic' 'e machinett?!?" oppure "Mò c' at' accis mò v'avita restà 'ccà" o ancora "Ma che cazzo dovete fare a casa??? Avit' verè quoccherun, avita sturià?? No, e allòòòòòòòò??"). Ma dopo tutti gli sforzi e le sofferenze i nostri riescono finalmente a traslare la bottiglietta galeotta (fedigrada, per intenderci) e di seguito ad aprire lo sportello e prendere le provviste accumulatesi all'interno della nefasta macchina. Con quest' intervento voglio celebrare le gesta di questi (apparentemente) semplici ragazzi; gesta che sono state per troppo tempo ignorate e a cui non verrà mai data la dovuta importanza; sono fiera di questi ragazzi e sono ancora più fiera di poter dire di essre UNA DI LORO; ma soprattutto voglio farvi sapere quant'è difficile scrivere in italiano… Ora posso finalmente esprimermi a mio piacimento…………… Ahhhhhhhhhhhhh, afammooooocc' siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Libertààààà!!! |
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